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  • Finalità dell'associazione

    La SIEP-IALE, Società Italiana di Ecologia del Paesaggio, è la sezione Italiana della IALE (International Association for Landscape Ecology).

    La IALE, fondata nel 1982 in Olanda, è presente oggi in 35 paesi con 7 sezioni,di cui una è la SIEP, con un totale di circa 1350 iscritti in tutto il mondo.

    La SIEP-IALE è attiva dal 1989 ed è socio fondatore della Fedap (Federazione delle Associazioni professionali che si occupano di paesaggio) e dal 1989 ad oggi ha organizzato numerosi convegni e corsi di formazione sulle tematiche di cui si occupa.

    L’associazione si occupa di:


    • aggregare quanti siano interessati e/o attivi scientificamente e/o professionalmente nel campo dell'Ecologia del Paesaggio;


    • aggiornare il concetto di paesaggio e la definizione di Ecologia del Paesaggio; approfondire principi, criteri e metodi propri dell'Ecologia del Paesaggio nelle sue parti teoriche e applicative;


    • promuovere e divulgare l'Ecologia del paesaggio mediante congressi, escursioni tecniche, corsi di formazione, pubblicazioni, progetti di ricerca ed ogni altra attività inerente all'Ecologia del paesaggio anche attraverso la distribuzione a tutti i soci dello IALE Buletin, integrato dai resoconti dell'attività della sezione italiana;


    • porsi come interlocutore degli Enti pubblici interessati per la formulazione di leggi e direttive tecniche inerenti il paesaggio e la sua gestione;


    • proporsi in modo scientifico ma pratico, quale supporto e collegamento tra Enti, Professionisti e Pianificatori;

    • mantenere i contatti con altre associazioni, organizzazioni, istituti universitari e di ricerca, enti e persone che si occupano di Ecologia del paesaggio a livello nazionale e internazionale, operatori del settore e della gestione ambientale;


    • utilizzare i mezzi economici della Società esclusivamente per le attività consentite dallo Statuto e dal Regolamento di applicazione.



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  • Potenzialità scientifico-culturali

    I principi che stanno alla base dell'Ecologia del Paesaggio modificano i criteri teorici di studio e di conservazione del paesaggio e consentono di puntare all'integrazione tra sistemi antropici e naturali, assumendo una potenzialità ed un campo applicativo molto vasti.
    Infatti, l'Ecologia del Paesaggio considera gli ecosistemi naturali e quelli antropici come realmente integrabili ed analizzabili in modo congruente. Questo approccio comporta inevitabilmente anche una revisione dei metodi di applicazione dell'Ecologia ai problemi dell'ambiente, con ricadute operative di notevole interesse.
    Il paesaggio è considerato come la risultante di tutti i processi (sia antropici che naturali) che avvengono in un mosaico complesso di ecosistemi.
    La differenza tra gli studi tradizionali sul paesaggio percepito e quelli di Landscape ecology, sta nel fatto che i primi sono rivolti a evidenziare principalmente gli aspetti culturali ed estetici, conferendo al paesaggio un valore prettamente antropico, mentre i secondi si occupano dello studio delle caratteristiche di distribuzione e forma degli ecosistemi naturali e antropici presenti al fine di comprenderne strutture, processi e significati.
    La comprensione di strutture e processi integrati tra il sistema antropico e naturale propri dell'Ecologia del Paesaggio, è anche alla base della valutazione ambientale che deve esser in grado di fornire risposte a domande del tipo: quali trasformazioni ammettono gli ambiti paesistici osservati? Qual è la capacità portante del territorio e quale la potenziale risposta alle perturbazioni?
    Il vero problema, per quanto riguarda la gestione dell'ambiente, non è quello di suddividere il territorio in aree di dominio antropico ed aree di dominio naturale, ma di capire quali attività antropiche e quali processi naturali siano di reciproco interesse, quali compatibili, e quali incompatibili con l'esistenza degli habitat presenti, per poi individuare trasformazioni in sintonia con le possibilità evolutive del sistema considerato.
    Più ci si avvicina al limite sostenibile, più aumentano le probabilità che gli equilibri territoriali si spezzino e il prezzo del riequilibrio e del recupero delle risorse ambientali perse, ammesso che sia possibile, diventa onerosissimo sia in termini economici che temporali.
    Si rendono allora necessarie nuove metodologie di valutazione per capire ciò che vale, ciò che è funzionale al mantenimento degli equilibri dinamici, ciò che può essere trasformato e come.
    La capacità della Landscape ecology di studiare in un solo momento il paesaggio antropico e quello naturale come parti di un unico sistema diversificato, permette un approccio ai problemi territoriali in grado di superare i problemi accennati e l'opportunità di soluzioni integrate a volte innovative, basandosi sul principio che 'gli elementi naturali mantengono in equilibrio gli ecosistemi antropici e alcune attività umane contribuiscono alla stabilità e alla sopravvivenza di popolazioni e di ecosistemi naturali'. Funzioni antropiche e naturali non vanno quindi contrapposte, ma bilanciate ed insieme devono tendere all'equilibrio possibile.
    L'Ecologia del paesaggio fornisce inoltre principi di riferimento, criteri e metodologie di analisi, valutazione, diagnosi, controlli, idonei strumenti scientifici e tecnici quali indicatori e modelli, e si pone come un'importante disciplina di riferimento per molti settori applicativi quali la pianificazione territoriale alle diverse scale spaziali, le analisi ambientali, la valutazione d'impatto e gli studi di compatibilità ambientale, i progetti di conservazione della natura e di recupero ambientale.



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  • Statuto

    Art. 1 - DENOMINAZIONE E SEDE

    E' istituita la Società Italiana di Ecologia del Paesaggio, SIEP con sede presso il Museo di Storia Naturale della Lunigiana - Fortezza della Brunella - 54011 Aulla (MS), e Sezioni nelle Regioni e nelle Provincie Autonome.
    La Società Italiana di ecologia del Paesaggio è membro della IALE (International Association of Landscape Ecology).
    Per Ecologia del Paesaggio si intende una disciplina scientifica la cui parte teorica costituisce un capitolo avanzato dell'Ecologia generale e la cui parte applicativa è legata a problemi di valutazione, progettazione e pianificazione del territorio. Un approfondimento della definizione di Ecologia del paesaggio viene inserito in allegato al presente Statuto.
    L'appartenenza alla S.I.E.P. non dà diritto ad alcun titolo nè professionale, nè accademico; i soci per la loro qualifica accademica e/o professionale fanno riferimento ai rispettivi titoli di studio e/o accademici e agli Ordini e/o Collegi e/o Associazioni di appartenenza.
    La Società è aperta quindi a quanti,studiosi varia estrazione, amministratori, professionisti e imprese, si occupano professionalmente o per studio e ricerca dell'argomento.


    Art. 2 - FINALITA'

    La Società ha come obiettivi:


    • aggregare quanti siano interessati e/o attivi scientificamente e/o professionalmente nel campo dell'Ecologia del Paesaggio;

    • promuovere e divulgare l'Ecologia del Paesaggio mediante congressi, escursioni tecniche, corsi di formazione, pubblicazioni, progetti di ricerca ed ogni altra attività inerente all'Ecologia del Paesaggio;

    • crearsi interlocutore degli Enti pubblici interessati per la formulazione di leggi e direttive tecniche inerenti la materia;

    • proporsi quale collegamento tra Enti, Professionisti e pianificatori e mondo scientifico;

    • mantenere i contatti con altre società, organizzazioni, istituti universitari e di ricerca, enti e persone che si occupano di Ecologia del Paesaggio a livello nazionale e internazionale, operatori del settore e della gestione ambientale;

    • trasmettere e distribuire il bollettino IALE ai soci, integrato dai resoconti dell'attività della sezione italiana della IALE e da tutta la corrispondenza della IALE;

    • perseguire esclusivamente finalità di utilità collettiva, disinteressata, apartitica e senza fini di lucro;

    • utilizzare i mezzi economici della Società esclusivamente per le attività consentite dello Statuto e dal Regolamento di applicazione.

    Art. 3 - SOCI

    Fanno parte della Società, purchè condividano il presente Statuto le seguenti categorie:
    a) soci aderenti
    b) soci ordinari
    c) soci Enti.
    I soci ordinari sono suddivisi in:
    1. effettivi
    2. soci corrispondenti
    3. soci onorari
    4. soci sostenitori

    Possono essere soci aderenti coloro i quali dimostrino interesse per l'Ecologia del Paesaggio.
    Possono essere soci ordinari effettivi coloro che con opere, studi, pubblicazioni e con la loro attività professionale e tecnico-scientifica abbiano dimostrato competenza nell'Ecolgia del Paesaggio, o abbiano contribuito agli studi e al progresso ed alla divulgazione di questa disciplina.
    Pssono essere soci ordinari corrispondenti coloro che siano in possesso dei requisiti di cui al precedente comma e siano stranieri, o italiani residenti all'estero.
    Possono essere soci ordinari onorari coloro che, cittadini italiani o italiani residenti all'estero o stranieri, abbiano contribuito al perseguimento delle finalità statutarie dell'Associazione o abbiano acquisito motivati meriti nei confronti della stessa.
    Possono essere soci ordinari sostenitori coloro i quali sottoscrivano l'apposita quota.
    Possono essere soci enti le pubbliche amministrazioni, le Associazioni ed organismi culturali e professionali, gli enti, le società e tutti gli altri organismi, anche privati, che svolgono attività nel campo dell'Ecologia del Paesaggio o nei campi affini
    L'ammissione all'Associazione avviene dietro presentazione di una domanda scritta e motivata e di un curriculum vitae, su presentazione di almeno un socio ordinario.
    L'ammissione dei soci è deliberata dal Consiglio Direttivo Nazionale (CDN).
    I soci onorari sono nominati dall'Assemblea Generale su proposta del CDN.
    L'ammissione dei soci enti è deliberata dal CDN.
    Le decisioni del CDN sulle ammissioni e nomine di cui ai precedenti commi sono insindacabili e contro di esse non è ammesso appello.
    Tutti i soci hanno diritto a frequentare i locali della Società, nonchè a partecipare alle attività sociali, secondo le modalità stabilite dal Regolamento. I soci hanno il dovere di difendere sempre il buon nome della Società e di osservare le regole dettate dalla stessa e dalle istituzioni ed associazioni alle quali la stessa aderisce.

    Si cessa dalla qualità di socio:
    1. per dimissioni;
    2. per esclusione, deliberata dal CDN in caso di violazione delle norme dello Statuto, o di morosità ed altri casi di particolare gravità disciplinati dal Regolamento.

    Art. 4 - ORGANI

    Sono organi dell'Associazione:
    * l'Assemblea Generale;
    * il Consiglio Direttivo Nazionale;
    * il Presidente;
    * il Collegio dei Revisori dei Conti;
    * il Collegio dei Probiviri.
    Le cariche di componente del CDN, di componente del Collegio dei Revisori dei Conti e componente del Collegio dei Probiviri sono tra loro incompatbili.

    Art. 5 - ASSEMBLEA GENERALE

    E' il massimo organo deliberativo della Società ed è costituita da tutti i soci in regola con le quote associative. Essa deve riunirsi in via Ordinaria una volta all'anno, e in via Straordinaria, ogni qualvolta questioni di particolare importanza lo richiedano.
    La convocazione è disposta dal CDN, di propria iniziativa o su richiesta scritta e motivata da parte di almeno 1/3 dei soci.
    L'Assemblea Generale annuale:
    * esamina l'attività svolta dall'Associazione nell'annata precedente;
    * raccia il programma dell'anno successivo;
    * traccia le direttive generali;
    * stabilisce il programma di massima per l'attività dell'associazione;
    * approva le modifiche dello Statuto e del Regolamento;
    * approva la relazione generale;
    * approva i bilanci consuntivi e preventivi;
    * decide sui problemi patrimoniali;
    * decide sulle proposte di variazioni delle quote sociali;
    * stabilisce la sede dell'Assemblea annuale successiva.

    Alle deliberazioni sulle direttive generali e sul programma, sui bilanci e sulla relazione morale deve procedersi nella tornata ordinaria.
    L'avviso di convocazione, con l'indicazione dell'Ordine del Giorno, del luogo e dell'ora è diramato dal Presidente, a mezzo di lettera semplice e deve pervenire ai soci almeno 15 giorni prima della data di svolgimento dell'Assemblea.
    L'Assemblea è valida quando sia presente la maggioranza dei soci. Qualora tale maggioranza non sia raggiunta all'ora stabilita, l'Assemblea si riunisce validamente dopo trascorsa un'ora, qualunque sia il numero dei presenti.
    Le deliberazioni sono adottate a maggioranza, non computando gli astenuti.
    Alle deliberazioni sulle modifiche dello Statuto, sul Regolamento e sue modifiche, sullo scioglimento della Società, deve procedersi in apposita Assemblea Straordinaria.
    Per la deliberazione per lo scioglimento della Società è necessario in ogni caso il voto di almeno 2/3 dei soci; la relativa delibera è adottata a maggioranza di 2/3 dei votanti.
    Le delibere sulle modifiche dello Statuto sono adottate a maggioranza dei 2/3 dei votanti presenti in Assemblea.
    A tutti i soci è consentito farsi rappresentare mediante delega scritta conferita ad altro socio; ma ciascun socio non può ricevere più di 2 deleghe.
    L'Assemblea è presieduta da un Presidente assistito da un Segretario nominati dall'Assemblea stessa.
    Della riunione deve essere redatto verbale da firmarsi dal Presidente e dal Segretario.
    All'Assemblea è possibile l'ammissione di ospiti previa decisione del CDN.

    Art. 6 - CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE

    Il Consiglio Direttivo Nazionale è costituito da 7 soci, di cui 1 socio aderente e 1 socio ente, salvo non copertura, i rimanenti soci ordinari che devono garantire la transdiscplinarietà, in conformità all'Art.2.
    Essi sono eletti dai soci in occasione dell'Assemblea generale, con voto segreto e secondo modalità stabilite dal Regolamento, durano incarica 3 anni e sono rieleggibili.
    Il CDN si riunisce di regola una volta ogni quadrimetre e, in via straordinaria, su invito del Presidente, tutte le volte che questioni di particolare urgenza o importanza lo richiedano. La convocazione straordinaria può essere chiesta dalla maggioranza semplice dei consiglieri con lettera semplice, almeno 7 giorni prima della data di convocazione, specificando l'Ordine del Giorno.
    Le riunioni del CDN sono valide quando sia presente la maggioranza dei suoi componenti. Le assenze giustificate, sino ad un massimo di 1/4 dei componenti arrotondato per difetto, costituiscono riduzione del numero legale.
    Le decisioni vengono adottate a maggioranza. In caso di parità prevale il voto del Presidente.
    Il CDN elegge nel suo seno il Presidente, 1 (uno) Vicepresidente, il Tesoriere ed il Segretario, il Segretario Tecnico.
    Tutte le cariche dei membri del CDN sono gratuite. Possono essere rimbrorsate le spese connesse con l'attività sociale ed il lavoro di ufficio.
    Spetta al CDN:
    * predisporre il programma e la relazione generale annuale dell'attività della Socieaà;
    * fissare, in particolare, l'indirizzo tematico dell'attività culturale;
    * coordinanre a tal fine gli studi e le azioni;
    * deliberare, anche su proposte dei soci, su particolari questioni interessanti problemi nazionali, regionali, interregionali e locali in genere;
    * coordinare le attività regionali ed interregionali;
    * individuare, seguire e coordinare le attività di interesse nazionale ed internazionale;
    * predisporre i bilanci preventivi e consuntivi;
    * convocare l'assemblea generale;
    * nominare i soci;
    * proporre all'Assemblea la nomina dei soci onorari;
    * deliberare sulla esclusione dei soci e proporre all'Assemblea lo scioglimento;
    * predisporre la costituzione e il funzionamento delle Commissioni Tecniche;
    * nominare e revocare il personale;
    * accettare i lasciti e le donazioni;
    * autorizzare le liti attive e passive della Società;
    * deliberare i regolamenti oltre alle istruzioni per il funzionamento della Società;
    * deliberare sulle spese di carattere straordinario;
    * adottare in genere tutti i provvedimenti necessari per il buon funzionamento della Società, anche delegando a singoli soci l'esecuzione degli indirizzi su determinati oggetti.
    * deliberare sull'espulsione dei soci;
    * verificare il funzionamento delle Commssioni Tecniche;
    * proporre lo scioglimento dei Commissioni Tecniche;
    * deliberare i Regolamenti;
    * diramare istruzioni per il funzionamento della Società;
    * adottare in genere tutti i provvedimenti sia sul piano morale che su quello finanziario, anche in deroga all'Art. 38 del Codice Civile, necessari per il buon funzionamento dell'Associazione.
    I posti di consigliere elettivo, che si rendano eventualmente vacanti per qualsiasi causa, prima della scadenza del triennio, sono coperti dai soci che nell'elezione hanno avuto il maggior numero di voti dopo gli eletti, purchè sia rispettata la composizione del Consiglio fissata nel precedente primo comma.
    I nuovi consiglieri durano in carica fino al termine del triennio.

    Art. 7 - PRESIDENTE

    Il Presidente ha la legale rappresentanza dell' Associazione nei rapporti interni ed esterni.
    Il Presidente convoca e presiede il Consiglio Direttivo, firma gli atti sociali e, congiuntamente al Tesoriere, firma i provvedimenti finanziari.
    Il Presidente convoca l'Assemblea ordinaria e l'Assemblea straordinaria mediante avviso scritto al domicilio dei Soci,nei casi previsti dallo Statuto e dalle norme del Regolamento.
    Il Presidente in caso di assenza o di suo impedimento, è sostituito dal Vicepresidente.
    Al Vicepresidente possono essere delegate dal Presidente determinate funzioni.

    Art. 8 - SEGRETARIO GENERALE E SEGRETARIO TECNICO.

    Il Segretario generale è responsabile:
    * dell'organizzazione sociale;
    * della redazione delle delibere del Presidente, del CDN e di quelle da proporre all' Assemblea, nonchè delle bozze degli atti sociali;
    * della redazione dei verbali delle sedute del CDN;
    * della stesura delle convocazioni delle riunioni;
    * della tenuta del registro dei Soci e degli altri libri sociali non contabili;
    * della corrispondenza.

    Il Segretario tecnico è responsabile:
    * delle attività sociali e didattiche di supporto all'attività istituzionale;
    * della divulgazione di tutte le notizie relative all'Ecologia del Paesaggio;
    * delle attività di collegamento e di segreteria con le altre Associazioni, salva diversa disposizione del CDN.

    Art. 9 - TESORIERE

    Il Tesoriere:
    * cura l'amministrazione della Società e ne tiene il bilancio;
    * firma, congiuntamente al Presidente o al Vicepresidente delegato, gli atti finanziari;
    * si incarica delle riscossioni e delle entrate e della tenuta dei libri sociali contabili;
    * provvede alla conservazione della proprietà della Società ed alle spese, da effettuare su mandato del CDN.
    Il Tesoriere predispone il bilancio annuale consuntivo e preventivo e li sottopone all'esame del Collegio dei Revisori dei Conti; presenta i bilanci vistati dal Collegio dei Revisori all'Assemblea Generale, accompagnandoli con una relazione.

    Art. 10 - COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

    I revisori dei Conti sono eletti a maggioranza di voti, espressi a scrutinio segreto, ogni tre anni, dall'Assemblea Generale, in numero di 3.
    In caso di morte, di dimissioni e di decadenza di uno o più revisori, subentrano i soci che, nelle elezioni, hanno avuto il maggior numero di voti dopo gli eletti.
    Il Collegio dei Revisori esamina i bilanci della Società e ne attesta, vistandoli, la regolarità; può essere invitato alle riunioni del CDN ed esprimere parere consultivo in merito alle operazioni finanziarie dell'associazione.
    In caso di riscontrate e documentate irregolarità nell'amministrazione della Società ha il potere di convocare l'Assemblea Generale Straordinaria. La deliberazione di convocazione dell'assemblea deve essere assunta all'unanimità dei componenti il collegio dei revisori dei conti.

    Art. 11 - COLLEGIO DEI PROBIVIRI
    I Probiviri sono eletti a maggioranza di voti, espressi a scrutinio segreto, ogni tre anni, dall'Assemblea Generale, in numero di 3, scelti tra i soci ordinari. In caso di morte, di dimissioni o di decadenza di uno o più Probiviri, si procede a coprirne i posti mancanti con i soci che, nelle elezioni, hanno avuto il maggior numero di voti dopo gli eletti.
    Spetta al Collegio dei Probiviri dirimere le controversie che insorgono tra gli appartenenti all'Associazione e tra questa ed i soci.
    Al Collegio sono demandati i più ampi poteri istruttori e decisionali ed il verdetto deve essere accettato inappellabilmente. I provvedimenti disciplinari che possono essere comminati sono quelli previsti dallo Statuto e dal Regolamento.
    I soci, con l'accettazione dello Statuto, si impegnano all'accettazione della clausola compromissoria di cui al precedente comma.

    Art. 12 - COMMISSIONI TECNICHE

    L'Assemblea su proposta del CDN costituisce, scioglie ed integra le Commissioni di consulenza sulle problematiche dell'Ecologia del Paesaggio di cui possono far parte anche i membri del CDN.
    Ogni Commissione sceglie al suo interno un Presidente ed un Segretario. Si riunisce ogni qualvolta lo ritiene necessario e relaziona all'assemblea Generale annuale. Il Presidente della Commissione può essere invitato a relazionare sall'attività svolta al CDN.
    Per la convocazione delle commissioni e per le deliberazioni valgono le disposizioni relative all'Assemblea Generale.

    Art. 13 - ELENCHI DI ESPERTI

    E' facoltà dell'Assemblea della Società istituire, su proposta del CDN, elenchi di esperti in materia di Ecologia del Paesaggio o in settori di tale disciplina sotto forma di elenchi, nel rispetto delle competenze professionali di ciascuno degli iscritti in essi.
    Ogni socio ordinario ha facoltà di chiedere l'iscrizione all'elenco degli esperti previa presentazione della regolare domanda ed accertamento dei requisiti previsti dal regolamento.
    L'iscrizione all'elenco di esperti avviene per titoli ed esami secondo le norme previste dal Regolamento.
    L'ammisione sarà decisa da una Commissione, di minimo 3 persone, appositamente costituito dall'Assemblea, con le stesse caratteristiche delle altre Commissioni così come descritti all'Art. 12 del presente Statuto ed in Regolamento.
    L'accettazione agli elenchi è soggetta a ratifica da parte del CDN.
    La prima commissione esaminatrice verrà nominata da parte dell'Assemblea, su proposta del CDN che valuterà i titoli dei candidati.

    Art. 14 - GESTIONE FINANZIARIA E PATRIMONIALE

    L'anno finanziario dell'Associazione coincide con l'anno solare.
    Tutti i soci sono tenuti a corrispondere alla Sede centrale una quota associativa, stabilita anno per anno, dall'Assemblea annuale su proposta del CDN.
    I soci enti sono tenuti inoltre a corrispondere un contributo da concordarsi volta per volta con l'Associazione.
    Il patrimonio della Società è costituito dal capitale esistente alla data di approvazione del presente Statuto, dalle donazioni, dai lasciti e dalle somme che siano comunque destinate a capitale.
    E' facoltà della Società di acquisire, gestire e vendere immobili e mobili nell'ambito dell'oggetto sociale.
    Le entrate sono costituite:
    dalle rendite patrimoniali;
    dalle quote versate annualmente dai soci;
    dai rimborsi versati dai soci per le attività sociali straordinarie svolte dalla Società e ad essi riservate quali organizzazioni di congressi, escursioni, corsi di formazione e pubblicazioni relative;
    dai finanziamenti pubblici e privati dei programmi di ricerca;
    dai contributi di qualsiasi specie erogati a favore della Società o ad essa spettanti e non destinati a capitale.

    Art. 15 - SEZIONI

    Nelle Regioni dove esistano almeno 15 soci ordinari possono essere costituite Sezioni regionali delle quali fanno parte i soci aderenti risiedenti nella circoscrizione ed i soci enti che hanno sede o svolgano attività nella circoscrizione.
    Tale costituzione deve essere deliberata dal C.D.N.
    Qualora in qualche regione non sia possibile la costituzione di una Sezione per insufficienza di numero di soci effettivi, si da luogo all'aggregazione della Regione alla Sezione più vicina, che assume di conseguenza la denominazione di Sezione Interregionale.
    L'aggregazione è deliberata dal CDN e cessa appena il numero dei soci effettivi renda possibile nella regione o nelle regioni aggregate la costituzione di una Sezione autonoma.
    Nelle Provincie autonome qualora esistano cinque soci possono essere costituite le rispettive Sezioni provinciali delle quali fanno parte tutti i soci residenti nella provincia e i soci enti che hanno sede o svolgano attività nella provincia.
    La Sezione, nell'ambito della propria circoscrizione, provvede all'attuazione degli scopi fissati all'Art. 2 del presente Statuto ed è retta da apposito Regolamento da essa stessa deliberato. Il Regolamento non dovrà essere in contrasto con il presente Statuto ed è soggetto a ratifica da parte del CDN.
    Per gravi e giustificati motivi il CDN può deliberare il commissariamento delle Sezioni.
    In caso di particolare gravità di condizioni o fatti accertati in una delle Sezioni il CDN può proporre all'Assemblea Generale lo scioglimento della stessa.

    Art. 16 - DURATA SCIOGLIMENTO O ESTINZIONE

    La durata della Società è illimitata.
    In caso di estinzione e di scioglimento i beni della stessa verranno devoluti ad altra associazione od ente, nazionali o internazionali, scelti dall'Assemblea Generale, che abbiano fini analoghi a quelli della SIEP.
    In caso di estinzione e di scioglimento di una sezione i beni della stessa vengono attribuiti ad altra sezione o alla sede centrale dalla Assemblea Generale con apposita deliberazione, su proposta del CDN.

    Art. 17 - NORME TRANSITORIE.

    Per i primi tre anni il Collegio dei Probiviri non viene eletto.
    Il CDN in carica all'atto dell'approvazione del presente statuto rimane in carica senza variazioni fino a fine mandato. Resta inteso che il segretario Tecnico ha diritto di voto fino a fine mandato al pari degli altri Consiglieri.
    ALLEGATO A

    DEFINIZIONE DI ECOLOGIA DEL PAESAGGIO.

    " Campo di studio: L'ecologia del paesaggio studia uno specifico livello di organizzazione biologica, il paesaggio. Il paesaggio è individuabile entro una gamma di scale spazio-temporali che ne definiscono l'insieme di esistenza, articolato in mosaici multidimensionali di ecotopi (i.e. biogeocenosi spazialmente definibili) fra loro interagenti.

    " Denominazione : L'affermazione del concetto di paesaggio nella scienza, la corretta etimologia del termine e l'uso internazionale ormai consolidato, impongono la denominazione ecologia del paesaggio, come la più adatta a definire la disciplina.

    " Mosaico di ecotopi: Questo mosaico è caratterizzato, come ogni livello dello spettro biologico (sensu E.P.Odum), da caratteri propri (e.g. schema strutturale, connettività, apparati funzionali, modalità di equilibrio, rete ecotonale, etc.), almeno uno dei quali è tuttavia valido per ogni altro livello. Data una certa scala di interesse, i caratteri propri sono legati ad una configuarzione di base e ad altre configurazioni correlate di tessere gerarchicamente dipendenti. Il carattere trasferibile conferisce significato ecologico alla disposizione spaziale dei componenti di ogni sistema ambientale.

    " Ecologia integrata: L'ecologia generale si era finora sviluppata per campi fra loro separati, talvolta contrapposti (e.g. comunità-ecosistemi). L'ecologia del paesaggio ha fornito il maggiore incentivo all'integrazione di tali campi, perché ha chiuso la discontinuità presente nello spettro biologico, ha messo in evidenza l'importanza della scalarità, ha sottolineato il significato della spazialità. Ciò permette, unitamente agli altri caratteri trasferibili dagli altri livelli di organizazione biologica (e.g. il flusso energetico, la biodiversità, etc.) di considerare una ecologia integrata per ogni analisi da eseguirsi in una data località.

    " Caratteri dei sistemi biologici: Ogni livello dello spettro biologico, quindi anche il paesaggio, ha caratteri di base comuni ad ogni organizzazione della vita, caratteri propri, e caratteri trasferibili. I caratteri propri devono poter rientrare, con specifico senso, fra i caratteri di base. Inoltre l'apparente inconsistenza e variabilità del caleidoscopio dei mosaici possibili pur all'interno di una gamma di scale di riferimento non deve far pensare ad un annullamento del livello di organizzazione biologica considerato. Infatti ogni sistema biologico ha (entro certi limiti) una struttura formata da insiemi funzionali ben definiti in un contesto di substrati tipicamente variabili : ciò è rinvenibile in una cellula come in un paesaggio, sia pure con modalità diverse. Tali strutture però sembrano ubbidire alla teoria dei sistemi gerarchici, per cui la scalarità decide l'estensione della funzionalità dei processi.

    " Ecologia del Paesaggio: Tenendo presente quanto sopra sinteticamente detto, la nostra disciplina si occupa quindi di studiare lo specifico livello di organizzazione biologica denominabile come paesaggio, (naturale, seminaturale o antropizzato) e di fornire supporto, per quanto possibile, agli studi di ecologia integrata, oggi sempre più indispensabili per comprendere il comportamento e la gestione dell'ambiente.



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    approvato dal C.D.N. in data 29 MARZO 1996
    approvato dall'Assemblea generale straordinaria del 29 MARZO 1996

    Art. 1. - Soci

    1.1. - Le persone e gli enti che ne condividano lo Statuto, sono ammessi in qualità di soci a far parte della S.I.E.P., nel rispetto di quanto previsto all'art. 3 dello Statuto, assumendone le qualifiche ivi previste.
    1.2. - Le modalità di iscrizione all'Associazione sono quelle fissate nell'art. 3 dello Statuto. La domanda di ammissione alla Associazione deve essere inoltrata alla sezione competente territorialmente o, in sua assenza, alla sede nazionale.
    1.3. - Per assumere la qualifica di socio ordinario effettivo i richiedenti devono avanzare richiesta alla Sezione competente territorialmente o, in sua assenza, alla sede nazionale, allegando curriculum finalizzato alla verifica del possesso dei titoli e dei requisiti fissati all'art. 3 dello Statuto nonchè dei seguenti :
    1) aver partecipato a convegni di Ecologia del Paesaggio;
    2) aver partecipato ad esercitazioni pratiche di Ecologia del Paesaggio;
    3) aver partecipato a corsi di Ecologia del Paesaggio;
    4) aver partecipato ad escursioni tecniche di Ecologia del Paesaggio;
    5) aver promosso attraverso scritti, anche non didattici, o tecnici l'Ecologia del Paesaggio
    6) aver organizzato convegni, corsi o esercitazioni pratiche di Ecologia del Paesaggio;
    7) aver scritto e pubblicato opere tecnico-scientifiche inerenti l'Ecologia del Paesaggio;
    8) essere stato docente a corsi o esercitazioni pratiche di Ecologia del Paesaggio;
    9) aver progettato/pianificato con criteri di Ecologia del Paesaggio;
    10) aver svolto ricerca e/o sperimentazione nell'ambito dell'Ecologia del Paesaggio;
    11) altri titoli valutabili.
    1.4. - L'Associazione predispone annualmente il repertorio dei soci distinto nelle categorie di cui all'articolo 3. dello Statuto. I soci hanno diritto a consultare e/o richiedere tale repertorio.
    1.5. - Tutti i soci hanno diritto a comparire nel repertorio di cui al comma precedente come appresso specificato:
    a) i soci aderenti ed ordinari con il proprio nome e cognome, qualifica professionale, indirizzo/i. I soci possono appoggiarsi all'indirizzo dell'ente di appartenenza solamente se ente pubblico e/o di diritto pubblico e/o studio professionale; è escluso come indirizzo di appoggio quello di società di ingegneria e di progettazione, ditte commerciali, imprese, enti privati in genere. Non è ammessa la divulgazione dei numeri di telefono e di fax se non su espressa autorizzazione dei singoli soci;
    b) i soci enti con la propria denominazione e/o ragione sociale ed il proprio indirizzo/i. Nel caso che l'ente abbia dei distaccamenti e/o filiali, questi per poter comparire nel repertorio devono essere iscritti all'Associazione.
    1.6. - I soci per esercitare il diritto di voto, partecipare alle attività, essere messi al corrente di attività e/o pubblicazioni, ricevere materiali di qualsiasi tipo, ottenere abbonamenti con sconti o gratuiti devono essere in regola con il versamento della quota sociale annuale che deve essere versata entro il 31 marzo di ogni anno.
    1.7. - Qualora il socio moroso, sollecitato per iscritto, non effettui il versamento della quota sociale entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello di morosità, verrà considerato automaticamente decaduto e perderà ogni diritto.
    1.8. - Per la reintegrazione al titolo di socio, lo stesso deve versare le annualità arretrate, senza con ciò aver diritto a ricevere i materiali pregressi.
    1.9. - Trascorsi tre anni dalla morosità l'ex socio può far richiesta di nuova iscrizione, senza versamento delle quote arretrate. In questo caso si applicano le norme del presente articolo, nonchè quelle dello Statuto qui richiamate, fatto salvo l'obbligo di sottoporre al parere del Consiglio Direttivo Nazionale anche le richieste di reiscrizione con la qualifica di socio aderente.
    1.10. - I soci cessano di appartenere all'Associazione:
    a) per dimissioni volontarie comunicate con lettera o fax da inviare alla Sede nazionale ed alla Sezione competente territorialmente se costituita;
    b) per decadenza a causa di morosità come previsto al precedente comma 7;
    c) per espulsione, deliberata dalla maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio Direttivo Nazionale, pronunciata contro il socio che commette azioni ritenute disonorevoli entro e fuori dall'Associazione o che con la sua condotta, costituisce ostacolo al buon andamento del sodalizio, oppure in caso di violazione delle norme dello Statuto.
    1.11. - L'espulsione può essere proposta al Consiglio Direttivo Nazionale, sia dal Consiglio Direttivo Sezionale competente territorialmente.
    1.12. - La delibera di espulsione deve essere assunta dal Consiglio Direttivo Nazionale.
    1.13. - I soci aderenti ed effettivi, se espulsi, non possono essere riproposti. Il socio ente espulso può essere riproposto, su richiesta motivata dello stesso, per una sola volta, con deliberazione assunta dal Consiglio Direttivo Nazionale a maggioranza assoluta dei suoi componenti.

    Art. 2. - Quote associative

    2.1. - Ogni anno l'Assemblea generale, su proposta del Consiglio Direttivo Nazionale, determina l'ammontare delle quote associative.
    2.2. - Le quote associative per i soci enti devono essere diverse da quelle dei soci aderenti ed ordinari.
    2.3. - Su proposta del Consiglio Direttivo Sezionale l'Assemblea di Sezione delibera eventuali supplementi di quote associative da destinare alla Sezione. Tale supplemento deve essere per i soci effettivi ed aderenti diverso da quello dei soci enti.
    2.4. - Ogni anno l'Assemblea di Sezione, su proposta del Consiglio Direttivo Sezionale, può variare l'ammontare dei supplementi di quote associative di competenza della Sezione.
    2.5. - Tutte le quote sociali sono riscosse dalle Sezioni, ove esistono, ed inviate alla sede centrale, per la parte di sua competenza, con scadenza trimestrale.

    Art. 3. - Sede

    3.1. - La sede centrale dell'Associazione come delle Sezioni può essere ubicata all'indirizzo di un socio persona fisica o presso il suo studio professionale, cooperativa di professionisti, ente pubblico.
    3.2. - Le sedi dell'Associazione, sia quella centrale che delle Sezioni, non possono essere ubicate presso ditte commerciali, imprese, società di progettazione e di ingegneria.

    Art. 4. - Assemblea Generale

    4.1. - L'Assemblea Generale deve essere convocata con le modalità previste dallo Statuto.
    4.2. - Ciascun socio, sia effettivo che aderente, in regola con le quote associative, nazionali e di Sezione, ha diritto ad un voto.
    4.3. - Ciascun socio ente, in regola con le quote associative, nazionali e di sezione, ha diritto ad avere una persona iscritta con diritto di voto.
    4.4. - Tutti i soci hanno la possibilità di farsi rappresentare per delega scritta, ma ciascun socio non può avere più di tre deleghe, che devono essere consegnate al Segretario dell'Assemblea prima dell'inizio della stessa. Le deleghe per essere valide devono essere rilasciate da soci in regola con le quote associative nazionali e di sezione.
    4.5. - In attuazione dell'art. 13. dello Statuto l'Assemblea può approvare, su proposta del Consiglio Direttivo Nazionale, specifici bandi per la istituzione di elenchi di:
    a) esperti in Ecologia del Paesaggio;
    b) docenti in Ecologia del Paesaggio;
    c) ditte esperte nella pianificazione/progettazione con criteri di Ecologia del paesaggio. Tale titolo deve essere vincolato al rappresentante ufficiale della ditta presso l'Associazione.;
    4.6. - Per accedere agli elenchi di cui alle lettere a) e b) del comma precedente è necessaria la qualifica di socio ordinario; per accedere agli elenchi di cui alla lettera c) del comma precedente è necessaria la qualifica di socio ente.
    4.7. - I bandi di cui al precedente comma 4.5. devono prevedere il possesso dei requisiti soggettivi dei partecipanti, i criteri di valutazione dei titoli e degli esami da adottarsi per l'accesso ai diversi elenchi, il numero dei componenti della commissione o delle commissioni di esame. I titoli e i requisiti vanno valutati tra i seguenti come elencati per categoria:
    a) per gli esperti:


    • aver pianificato/progettato con criteri di Ecologia del paesaggio;

    • aver utilizzato l'Ecologia del Paesaggio in valutazioni ambientali;

    • aver partecipato ad escursioni tecniche e corsi di formazione in Ecologia del Paesaggio;

    • aver partecipato ad esercitazioni pratiche di Ecologia del Paesaggio;

    • aver prodotto pubblicazioni tecnico-scientifiche, presentato relazioni a congressi inerenti l'Ecologia del Paesaggio;

    • aver svolto ricerca e/o sperimentazione in Ecologia del Paesaggio;

    • altri titoli valutabili;
      b) per i docenti (con i limiti temporali definiti nei bandi):

    • essere stato docente e/o coordinatore tecnico di corsi di Ecologia del Paesaggio;

    • essere stato accompagnatore alle escursioni tecniche di Ecologia del Paesaggio;

    • essere stato docente e/o coordinatore di esercitazioni pratiche di Ecologia del Paesaggio;

    • essere docente di Ecologia del Paesaggio presso Università;

    • altri titoli valutabili;
      b) per le ditte esperte:

    • aver prodotto progetti esecutivi o piani con criteri di Ecologia del Paesaggio;

    • aver realizzato delle valutazioni ambientali con criteri di Ecologia del Paesaggio;

    • aver realizzato o fornito consulenza tecnica o assistenza alla pianificazione e/o progettazione con criteri di Ecologia del Paesaggio ed all'organizzazione di corsi sul tema;

    • aver partecipato a corsi di formazione professionale, escursioni tecniche, esercitazioni pratiche di Ecologia del Paesaggio;

    • aver prodotto pubblicazioni o relazioni tecniche presentate a congressi sul tema;

    • altri titoli.
      4.8. - Le commissioni di esame di cui al comma precedente sono nominate dal CDN a maggioranza assoluta dei presenti, scegliendone i componenti tra soci iscritti negli elenchi di cui al precedente comma 4.5..
      4.9. - L'approvazione dei risultati concorsuali deliberati dalle commissioni di cui al precedente comma è di competenza del Consiglio Direttivo Nazionale che la assume a maggioranza assoluta dei suoi componenti. Contro di essa non è ammesso appello.
      4.10. - In sede di prima applicazione della disposizione prevista nel precedente comma 4.7., i componenti delle commissioni di cui al precedente comma 4.8. sono scelti dall'Assemblea, su proposta del Consiglio Direttivo Nazionale, tra i soci ordinari di riconosciuta competenza in Ecologia del Paesaggio. I componenti delle commissioni così costituite fanno parte di diritto dell'elenco degli esperti di cui al punto a) e b) del precedente comma 4.5.
      4.11. - Gli elenchi corredati di nominativo, qualifica professionale ed indirizzo, potranno essere ceduti integralmente a chiunque ne faccia esplicita richiesta comprese le amministrazioni pubbliche. Tali elenchi non saranno in nessun modo vincolanti per i richiedenti.
      4.12. - L'Assemblea può costituire uno speciale comitato tecnico per la formulazione di un codice deontologico cui devono attenersi gli iscritti agli elenchi di esperti e ditte esperte di cui ai commi precedenti, nonchè di norme circa i motivi di decadenza dagli stessi elenchi. Tali norme ed il codice deontologico e le modalità della loro applicazione devono essere approvati dalla Assemblea generale ordinaria.

      Art. 5. - Consiglio Direttivo Nazionale

      5.1. - L'elezione del Consiglio Direttivo Nazionale si svolge sulla base di una lista di candidature proposte dal Consiglio Direttivo Nazionale uscente.
      5.2. - La lista di cui al precedente comma 1, deve essere comunicata ai soci con circolare informativa almeno 60 giorni prima della data di svolgimento dell'Assemblea ordinaria. Tale lista costituisce scheda di votazione.
      5.3. - La lista, così come proposta o con variazioni nominative volute dal socio votante, purchè nel rispetto dei commi 1 e 2 dell'art. 6. dello Statuto, può essere votata da ciascun socio direttamente all'Assemblea ordinaria.
      5.4. - E' facoltà del candidato alla elezione nel Consiglio Direttivo Nazionale esporre all'Assemblea il suo programma.
      5.5. - Per l'elezione dei membri del Consiglio Direttivo Nazionale non sono ammesse deleghe.
      5.6. - Risultano eletti i candidati che abbiano riportato il maggior numero di voti nominali sino al numero massimo di Consiglieri previsti dallo Statuto, nel rispetto delle specifiche norme dei commi 1 e 2 dell'art. 6. dello Statuto. In caso di parità prevale il socio che abbia maggior anzianità di iscrizione.
      5.7. - Il Consiglio Direttivo Nazionale decide annualmente, sentito il Tesoriere ed il Collegio dei Revisori dei Conti, ed in base alla disponibilità finanziarie, i rimborsi spese per i viaggi e per altre attività per i membri del Consiglio stesso, per l'attività del Presidente, per i membri delle Commissioni ed, in casi particolari, per i soci.

      Art. 6. - Presidente

      6.1. - Il Presidente in carica alla scadenza del mandato, se componente del nuovo Consiglio Direttivo, può essere confermato nei trienni successivi.
      6.2. - La norma di cui al precedente comma si applica anche ai Vicepresidenti.
      6.3. - E' facoltà del Presidente farsi rappresentare dal Vicepresidente ed in casi di particolare urgenza anche da altri soci effettivi.

      Art. 7. - Tesoriere

      7.1. - Il Tesoriere firma congiuntamente al Presidente o al Vicepresidente delegato tutti gli atti amministrativi.
      7.2. - Il Tesoriere ha facoltà di avere la firma, anche disgiunta sui conti correnti bancari e postali dell'Associazione.

      Art. 8. - Collegio dei Revisori dei Conti

      8.1. - L'elezione del Collegio dei Revisori dei Conti si svolge con le modalità fissate nel precedente art. 5., nel rispetto delle norme sulla composizione del Collegio previste dall'art. 10. dello Statuto.
      8.2. - Per l'elezione dei componenti il Collegio dei Revisori dei Conti non sono ammesse deleghe.
      8.3. - Risultano eletti i candidati con il maggior numero di voti nominali sino al numero massimo di revisori previsti dall'art. 10. dello Statuto. In caso di parità di voti prevale il socio che abbia maggior anzianità di iscrizione.

      Art. 9. - Collegio dei Probiviri

      9.1. - Possono essere eletti Probiviri i soci effettivi che abbiano i seguenti requisiti:
      a) anzianità di iscrizione all'Associazione di almeno 4 anni;
      b) conoscenza delle principali norme del Codice Civile e fiscali riguardanti le associazioni.
      9.2. - L'elezione del Collegio dei Probiviri si svolge con le modalità fissate nel precedente art. 11, nel rispetto delle norme sulla sua composizione di cui all'art. 11 dello Statuto ed al precedente primo comma.
      9.3. - Per l'elezione dei componenti il Collegio dei Probiviri non sono ammesse deleghe.
      9.4. - Risultano eletti i candidati con il maggior numeri di voti nominali sino al numero massimo di Probiviri previsti dall'art. 11. dello Statuto. In caso di parità di voti prevale il socio che abbia maggiore anzianità di iscrizione.
      9.5. - Il Collegio dei Probiviri ha facoltà di sentire le parti in causa, di richiedere documentazione, di disporre indagini e supplementi di indagini.
      9.6. - E' facoltà del socio ricorrente e/o chiamato in causa farsi assistere da un socio effettivo.

      Art. 10.- Commissioni Tecniche

      10.1. - In attuazione e nel rispetto dell'art. 12. dello Statuto, è facoltà dell'Assemblea Generale dell'Associazione nominare Commissioni Tecniche, anche permanenti, su particolari temi e/o problematiche attinenti l'Ecologia del Paesaggio.
      10.2. - Almeno il 60 %, arrotondato per eccesso, dei componenti di ciascun comitato deve avere la qualifica di socio ordinario.
      10.3. - Ciascun socio ente può avere un massimo di due rappresentanti in ciascuna Commissione Tecnica.
      10.4. - Possono far parte delle Commissioni Tecniche, in qualità di aggregati senza diritto di voto, anche non soci, purchè di riconosciuta esperienza e sino ad un massimo di tre unità.
      10.5. - La Commissione nomina al suo interno un Presidente ed un Segretario, al quale spetta il compito di tenere i verbali delle riunioni, effettuare le convocazioni delle stesse e tenere l'eventuale corrispondenza.
      10.6. - Il Presidente relazione sull'attività della Commissione all'Assemblea ordinaria annuale, risponde al Consiglio Direttivo Nazionale del suo operato e, su invito, riferisce allo stesso sull'attività svolta. In caso di votazione, qualora si manifesti la parità, prevale il voto del Presidente.
      10.7. - L'Assemblea su proposta del Consiglio Direttivo Nazionale, può deliberare lo scioglimento della Commissione, la sostituzione di uno o più membri dello stesso e la integrazione dei suoi componenti. A completamento del proprio incarico la Commissione non permanente deve essere sciolto.

      Art. 11.- Sezioni

      11.1. - La costituzione di Sezioni Regionali, interregionali e provinciali è disciplinata dall'art. 14. dello Statuto. Essa è deliberata dal Consiglio Direttivo Nazionale a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
      11.2. - La richiesta di costituzione della Sezione deve essere avanzata al Consiglio Direttivo Nazionale e sottoscritta da almeno quindici (15) soci effettivi per le Sezioni Regionali o Interregionali e da sette (7) soci effettivi per le Sezioni Provinciali di Trento e di Bolzano.
      11.3. - La formale costituzione delle Sezioni avviene per atto redatto da notaio o per verbale di costituzione registrato presso l'Ufficio del Registro territorialmente competente
      11.4. - Le Sezioni sono tenute al rispetto dello Statuto e del Regolamento nazionali e di ciò deve farsi espressa menzione nell'atto costitutivo. Debbono dotarsi di Regolamento proprio, non in contrasto con quello Nazionale e con lo Statuto. Il Regolamento di Sezione, soggetto a ratifica del Consiglio Direttivo Nazionale, deve essere allegato all'atto costitutivo della stessa e deve prevedere l'obbligo di ogni socio a far parte della Sezione competente territorialmente.
      11.5. - E' obbligo delle Sezioni avere bilancio proprio ed essere titolari di codice fiscale, da richiedere alle autorità competenti, diverso da quello dell'Associazione nazionale.
      11.6. - Sono organi della Sezione:

    • l'Assemblea dei soci;

    • il Consiglio Direttivo, composto da 7 membri, di cui almeno 3 scelti tra i soci ordinari;

    • il Presidente;

    • i Revisori dei conti in numero di due.

    11.7. - Il Consiglio Direttivo di Sezione elegge tra i suoi componenti il Presidente, il Segretario ed il Tesoriere. Il Presidente di Sezione è scelto tra i componenti soci ordinari.
    11.8. - Il Consiglio Direttivo di Sezione dura in carica tre (3) anni.
    11.9. - Le Sezioni riscuotono le quote associative nazionali ed eventuali supplementi di quote deliberate dall'Assemblea di Sezione
    11.10.- Il CDN stabilirà con delibera l'eventuale percentuale delle quote che resteranno alle Sezioni. Tale percentuale potrà variare a discrezione del CDN.
    11.11.- E' fatto obbligo alle Sezioni di trasmettere copia degli atti e documenti da esse redatti, delle convocazioni della Assemblea e del Consiglio Direttivo di Sezione alla sede nazionale ed alle Sezioni già costituite.
    11.12.- E' facoltà delle Sezioni predisporre per i propri soci servizi particolari, abbonamenti o quant'altro il Consiglio Direttivo e/o l'Assemblea di Sezione ritenesse opportuno.
    11.13.- In caso di organizzazione di attività didattiche, corsi, seminari, escursioni tecniche ed esercitazioni pratiche, è facoltà della Sezione dare precedenza nell'iscrizione ai soci della Sezione medesima, ma è altresì fatto obbligo comunicare l'indizione di tali attività e le relative modalità di svolgimento alla sede centrale dell'Associazione ed alle altre Sezioni, precisando il numero massimo di soci non iscritti alla Sezione organizzatrice che possono essere ammessi alla specifica attività.
    11.14.- Per la sola Sezione Provinciale di Bolzano-Alto Adige / Bozen-Südtirol è ammesso l'uso equiparato della lingua tedesca.

    Art. 12.- Modifiche al Regolamento

    12.1. - Modifiche al presente Regolamento possono essere introdotte dall'Assemblea straordinaria da convocarsi secondo quanto previsto dall'art. 5. dello Statuto. Le relative deliberazioni devono essere assunte a maggioranza dei presenti.
    12.2. - Le modifiche al regolamento possono essere proposte dal Consiglio Direttivo Nazionale o da Consigli Direttivi di Sezioni. Tali modifiche, se non proposte dal Consiglio Direttivo Nazionale, vanno votate dallo stesso prima dello svolgimento dell'Assemblea.



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    Consiglio direttivo


    Presidente

    Gioia Gibelli   gioiagibelli@gmail.com


    Vice Presidente

    Emilio Padoa Schioppa   emilio.padoaschioppa@unimib.it


    Segretario

    Serena D ambrogi   serena.dambrogi@isprambiente.it


    Tesoriere

    Federica Larcher   federica.larcher@unito.it


    Consiglieri

    Luca Bisogni   lucabiso@tin.it

    Angela Colucci   angela.colucci@polimi.it

    Giovanna Pezzi   giovanna.pezzi@unibo.it



    Segreteria SIEP-IALE

    Elisa Morri   +39 3398962523